Il brodo di larice e l’invenzione della tradizione walser
Sono contento del momento felice che sta vivendo la Walser Schtuba di Riale, in alta Val Formazza, e del successo del suo chef Matteo Sormani. Negli ultimi tempi sono arrivati anche la televisione, le guide e una notorietà che supera ormai i confini dell’Ossola. Tutto bene, dunque. E tutto meritato.
C’è però un aspetto del racconto che accompagna questa cucina che da qualche tempo mi incuriosisce: il richiamo alla tradizione gastronomica walser. Non perché sia improprio – siamo a Riale in val Formazza – ma perché, a forza di parlare di antiche ricette, erbe, germogli, resine e cortecce, rischiamo di attribuire alla tavola dei Walser una ricercatezza gastronomica che appartiene più a noi che a loro.