Lo spritz non è una ricetta

In queste settimane mi sono preso un piccolo trip da aperitivo. Uno spritz-trip, per essere precisi. Ho comprato una bottiglia di Select, poi un altro aperitivo preso quasi distrattamente alla Tigros. Ho iniziato a leggere le etichette, a confrontare gli ingredienti, a fare assaggi a casa e fuori, passando anche dai bar. E a un certo punto mi è stato chiaro: esiste una marea di liquori che possono entrare nello spritz. Alcuni funzionano meglio, altri peggio, ma nessuno è davvero “fuori posto”.

Sicurezza, paura e il diritto di uccidere: una scorciatoia pericolosa

Ogni tanto capita di sentire qualche uomo politico – soprattutto a destra – reclamare con forza un presunto diritto di uccidere: il ladro che entra in casa, l’aggressore per strada, chiunque venga percepito come una minaccia. Le motivazioni addotte sembrano spesso ispirate al buon senso, ma in realtà nascondono una deriva profondamente pericolosa.

Arte e vino, geografie che si incontrano

Circa un centinaio di persone ha riempito ieri la Sala delle Vetrate del Castello di Novara per un appuntamento che ha messo in dialogo arte, vino e territorio. Un pubblico eterogeneo, curioso, partecipe: il contesto ideale per raccontare un progetto che nasce proprio dall’incontro tra linguaggi diversi.

Poveritivi e Poveripranzi

A Milano gira da tempo una provocazione leggera, la potete vedere in rete: il poveritivo. Ragazzi giovani, valutazioni arbitrarie (ma poi lo sono?), locali poco instagrammabili, prezzi bassi (più o meno). Un gioco social, simpatico, prettamente milanese (la città dell’aperitivo per antonomasia) che però ha avuto su di me un effetto collaterale inatteso: cercando di imitare questi simpatici ragazzotti, usando i bar dei supermercati, ho notato qualcosa che avevo sempre avuto sotto gli occhi. Ho visto pensionati passare il tempo facendo due chiacchiere, ho visto famiglie mangiare in loco, ho visto…

Brö ’d Carvò: il brodo rituale di Caldirola e il vero patrimonio immateriale della cucina italiana

Leggendo della tradizione del Brö ’d Carvò, antica preparazione carnascialesca di Caldirola, frazione di Fabbrica Curone nell’omonima valle in provincia di Alessandria, pochissimi abitanti, si ha subito la sensazione di trovarsi davanti a una di quelle storie minori solo in apparenza. Una tradizione poco conosciuta, marginale nel racconto ufficiale del Piemonte gastronomico, ma proprio per questo capace di sorprendere di più.

Animalier

Ieri sono entrato in una di quelle botteghe enormi che vendono scarpe di ogni tipo. Cercavo un paio di stivaletti che, ovviamente, non ho trovato. Però, come spesso succede, ho trovato qualcos’altro: un pensiero.

PIWI, i vini che cambiano la viticoltura: tutti i premiati della 5ª Rassegna Nazionale

I vini PIWI rappresentano oggi una delle evoluzioni più interessanti del panorama vitivinicolo europeo. Il termine PIWI deriva dal tedesco Pilzwiderstandsfähig e indica vitigni resistenti alle principali malattie fungine della vite. Si tratta di varietà ottenute tramite incroci naturali – non OGM – che consentono di ridurre drasticamente i trattamenti chimici in vigna, con evidenti benefici ambientali, economici e sociali.

Concavo o Convesso?

Mi sento così convesso ma desideroso di concavità: così, tra un proposito alimentare naufragato e una coincidenza geografica degna di un racconto, è arrivato anche per me il primo pastéis de nata. Non a Lisbona, non in una pasticceria alla moda, ma grazie a una signora sarda nata in Svizzera, oggi sul Lago Maggiore, mia collega, viaggiatrice per vocazione e per amicizie.

A Malta, se Passate

Ci sono luoghi che riescono ogni volta a sorprenderti. A me succede quando vado a Malta: quattro volte in sei anni e ogni volta la stessa sensazione: cammini nel centro pieno di gente, di storia e di bellezza di La Valletta, tra palazzi color miele, turisti distratti, tavolini al sole (quasi tutto l’anno), e all’improvviso qualcosa stona. Davanti ai tribunali, ai piedi del monumento del Grande Assedio, c’è un angolo che non vuole essere neutro, turistico: fiori, candele, fotografie, biglietti scritti a mano… È il memoriale spontaneo per Daphne Caruana Galizia.

Perché fermarsi a mangiare (e pensare) a Oropa

La prima volta che sono salito al Santuario di Oropa ero lì per lavoro. Giornalista, visita guidata, tempi scanditi, gruppo compatto. Ricordo perfettamente il pranzo d’ordinanza, abbondante come si usa negli educational, all’Hotel Ristorante Croce Bianca. Tavolate grandi, piatti che non finivano mai, quella sensazione tipica delle mense “importanti” dove non devi chiedere il bis: arriva da solo.

Mille lire, Langhe e fantasmi

L’ho recuperato su una bancarella di libri usati, pagandolo un euro: un vecchio Millelire, uno di quei librettini che negli anni Novanta rappresentarono una piccola rivoluzione silenziosa dell’editoria italiana. All’epoca costavano davvero mille lire, ed erano un’idea tanto semplice quanto geniale: rendere la letteratura, la saggistica, la curiosità e la controcultura accessibili a chiunque.

Un Maestro, Addio

La notizia della morte di Alessandro Orsi mi ha colpito profondamente. Lo conoscevo bene, l’ho frequentato per molti anni, in un tempo in cui era molto legato alla mia preside di allora, Manuela Miglio, con la quale condivideva stima, amicizia e una comune passione per la scuola come luogo vivo di cultura.

All’Albergo Italia, tra ricordi, persone e tempo ben speso

Non saprei dire quante volte sono andato a mangiare all’Albergo Italia di Varallo. So con certezza quando ci sono andato la prima volta. Tanti anni fa. Poi al ristorante ci sono tornato più volte, in anni diversi, con persone diverse, in contesti sempre diversi. E ogni volta sono stato bene.